Storia, tradizione e passato da una parte; presente, novità e futuro dall’altra. Come può l’arte oggi porsi in relazione con il passato e con una tradizione a volte ingombrante?
Storia tradizione e passato sono categorie che non hanno alcuna accezione negativa. L'Artista in ogni epoca e specialmente nel Moderno, ha cercato una continuità oppure s'è opposto per affermare contenuti e forme nuove, senza tuttavia percepire come “ingombrante” il passato in senso lato. Momenti di frattura generazionali si sono verificati tra avanguardia e accademismo.
Come avete accolto l’occasione di intervenire in una realtà ambientale che ha scarsi riferimenti al contemporaneo e che vive una situazione di decentramento?
La “provincia” non è un dato geografico, piuttosto un atteggiamento mentale, questo ci riporta all'esperienza di E. Barba con Grotowski, «...Durante i tre anni trascorsi nell'anonimato di una cittadina seppellita in Slesia ero rimasto, non di meno, nel punto focale di una delle più originali esperienze del teatro contemporaneo. A Oslo, la capitale artistica e amministrativa della Norvegia mi sono invece ritrovato veramente in ‘provincia’...».
Quanto cambia l’approccio dell’autore il confrontarsi con un lavoro destinato ad inserirsi direttamente sul territorio senza l’intermediazione di una galleria o di un museo?
Quali gallerie?
Credete che possano esserci degli sviluppi per un’arte svincolata dai canali istituzionali? Se si, quali?
In generale, l'artista può lavorare anche senza alcun contatto con il proprio tempo ma è pur vero che in Democrazia, ogni circuito tende a istituzionalizzarsi. C'è. in qualche modo, un circuito culturale di serie A e uno di serie B, così come serie A e serie B esistono dal punto di vista del mercato ma successo di pubblico di critica e di mercato, non sempre garantiscono qualità e innovazione.
Uno degli obbiettivi dell’iniziativa è sollecitare il pubblico, anche quello che non frequenta abitualmente i luoghi d’arte, ad una risposta attiva. In relazione al vostro lavoro, che tipo di reazione vi aspettate?
Le reazioni dipendono dal lavoro che la scuola pubblica ha fatto su un dato territorio negli anni precedenti non dalla organizzazione di un dato evento o dai progetti proposti.
Che cos’è che accomuna le tante anime di cui si compone Com.plot S.Y.S.tem?
Una dimensione emotiva.
Come si articola il lavoro all’interno di un collettivo così ampio e complesso come il vostro?
Con grandi difficoltà, mitigate da una radicale autoironia.
Quali sono le ragioni dietro il ricorso al mezzo audiovisivo come strumento di espressione? Quali le possibilità ed i limiti di tale veicolo?
La video arte in generale fa pena, e nessuna persona seria si ferma a guardare una rassegna di video o peggio ancora le videoinstallazioni che costano tanto e dicono poco, piuttosto si cerca una via di fuga verso un bar; ma nell'era della dittatura pop, il videoteppismo è una delle ultime zone libere.
In passato avete parlato di concetti come l’antimonumentalismo e l’installazione temporanea; puoi spiegarcene significato e funzione?
Il significato e la funzione Moderne coincidono nel non nuocere, innanzitutto, così, la temporaneità dell'atto denuncia l'inconsistenza economica e spirituale del nostro tempo e sarebbe veramente paradossale lasciare alle generazioni future altri abusi e altri mostri in forma di statue, oltre al già conclamato disastro ambientale e alla speculazione edilizia prodotta. Così magari, uno spazio temporaneamente occupato oggi è in realtà liberato, perché libero domani, quando lascerà il posto a chi verrà.