La terza edizione di Cantieri d’Arte vuole continuare, sulla scorta delle due precedenti, ad indagare il rapporto arte-città e le possibilità dell’arte in luoghi non istituzionali ma con un approccio completamente differente dalle prime due edizioni.
I Cantieri non sono più singole stazioni all’interno di un unico percorso espositivo, bensì singole tappe di un programma che si è svolto lungo l’arco dell’intero anno; gli interventi degli artisti non sono stati più solamente di natura site specific ma conferenze, dibattiti, proiezioni video, installazioni atti a sottolineare le molteplici possibilità che risiedono nell’arte contemporanea e la complessità al suo approccio. In questo senso la città è stata letta come entità reticolare di spazi urbani concepiti come luoghi ove proiettare le aspirazioni di una comunità, i suoi sogni e le visioni individuali. Le trame territoriali articolate tra spazi comuni e ambiti privati, si sono definite come ricettacoli del desiderio urbano in contrasto con la quotidianità e lontano dalla pianificazione della città. L’intervento dell’arte in questo senso ha raccolto e costruito utopie di vivibilità rimaste incolte e sospese nella velocità del dispiegarsi del ritmo quotidiano. I biSogni della città sono emersi da un approccio orizzontale al tessuto sociale, alle sue realtà e alle peculiarità, ritenendo fondamentale l’approccio concertativo quale mezzo ideale per stimolare un dibattito aperto sull’arte contemporanea, inserendo l’arte nella quotidianità. La realizzazione di workshop o la contestualizzazione dell’intervento in spazi irrituali per l’arte sono stati peculiari in tal senso. Ogni evento, nella sua specificità formale, si è preposto di analizzare un aspetto diverso dell’argomento focalizzandolo da punti di vista, angolazioni e prospettive tra loro differenti.
Il risultato finale è stato quello di un percorso in cui l’aspetto speculativo, cioè la rilettura della storia, della tradizione ma anche del contesto socio-culturale, è stato sottolineato, amplificato e accompagnato da un aspetto formale atto a creare, per la natura della stessa materia, cortocircuiti mentali che hanno provveduto, apparentemente, a far slittare il piano del contenuto con quello della forma.
Il catalogo è l’atto conclusivo di un ciclo di mostre che si è svolto lungo l’intero arco dell’anno 2007 negli spazi urbani, in luoghi dimenticati e non convenzionali tra Viterbo e San Gemini (Tr).
Il progetto ha indagato la tematica del rapporto arte-città e la sua possibilità di collocazione in luoghi non istituzionali. Si è voluto tessere un percorso trasversale capace di leggere la città come entità reticolare di spazi urbani concepiti come luoghi ove proiettare le aspirazioni di una comunità, le sue visioni individuali e i suoi biSogni.
Il catalogo contiene infine la restituzione del cantiere itinerante tenutosi tra il 3 e il 6 Ottobre 2006 nell’ambito del workshop Lungo l’Urcionio, tra Tuscia, Etruria e Maremma, da ON/Stalker al quale hanno preso parte fotografi, artisti, studenti, scrittori, escursionisti e semplici cittadini.
Interverranno:
La terza edizione di Cantieri d'Arte – La città dei biSogni, si conclude con un progetto di arte pubblica che si inaugura il 12 novembre: Spazi Manifesti. Dopo il videoprogram 2007: Odissea nello spazio, Cantieri d'Arte torna ad occuparsi degli spazi urbani invitando sei collettivi artistici che affrontano nelle proprie ricerche il tema della rilettura artistica della città. Il collettivo francese Exyzt, lo studio spagnolo di Santiago Cirugeda, insieme agli italiani ON/Stalker, Com.plot S.Y.S.tem, E'xtra paysage e S.O.S. Workshop realizzeranno alcuni manifesti studiati appositamente per gli spazi di impiantistica pubblicitaria per esterni di Viterbo. La relazione tra arte, comunicazione e percezione della città diventa il fulcro dell'attenzione di questo progetto di Cantieri d'Arte, realizzato in collaborazione con PantaCz, agenzia di pubblicità e pubbliche relazioni di Viterbo.
L'arte occuperà gli spazi quotidianamente riservati alle affissioni pubblicitarie, comunicando visioni, utopie ed alterazioni della percezione. La città diventerà un luogo abitato di interferenze artistiche che sollecitano la riflessione.
In questo Cantieri d'Arte prosegue nel suo intento di promuovere l'arte contemporanea nel territorio, continuando a proporre operazioni di public art con importanti esperienze artistiche italiane ed internazionali. L'inaugurazione di Spazi Manifesti si terrà il 12 Novembre presso la Sala della Provincia, con la conferenza “L'arte come strumento di ridisegno del territorio: l'esperienza di Cantieri d'Arte”.
La relatività del concetto di spazio, la concettualizzazione della progettualità e l’aspirazione utopico-visionaria nella parte finale del videoprogram 2007: Odissea nello spazio, strutturano il disegno di un percorso che definisce un’area mutevole, spazio d’incontro e di relazioni tra le persone.
Si compone una progettualità tesa a sollevare interrogativi che non mirano ad ottenere risposte ma che, piuttosto, dovrebbero essere fonte di una moltitudine di interpretazioni.
L’odissea è quindi un percorso lungo, tortuoso e complesso in una dimensione che parte dall’analisi del quotidiano e che auspica l’approdo in una zona infinita sempre plasmabile attorno alle esigenze che continuamente insorgono; è un viaggio verso la creazione di nuovi luoghi catalizzatori, di visioni, di spazi diversi non necessariamente fisici bensì sociali, mentali, fantastici, in grado di creare, poiché non costruiti sul calcolo, dissenso e rotture, cioè nuove crisi e continui stimoli.
L’idea di ospitare Architetture del desiderio di Riccardo Murelli nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Museo dell’Opera di Guido Calori, il Comune di San Gemini e Cantieri d’Arte, in continuità con l’interessante esperienza del 2006, avviata con l’istallazione 5 metri cubi per San Gemini realizzata dallo scultore svizzero Paul Wiedmer.
Il suggestivo chiostro seicentesco, appartenuto al complesso monastico di Santa Caterina, diventa con Murelli parte integrante della sua scultura, definibile in questa occasione “in scala architettonica”, creando un’indissolubile e feconda interazione tra l’acciaio cor-ten utilizzato, l’architettura dell’edificio e le opere dello scultore romano Guido Calori (1885-1960).
Riccardo Murelli si inserisce nei fornici del portico, eletti a “contenitore” degli angoli e delle linee spezzate propri della sua arte, lasciando intenzionalmente vedere, attraverso gli archi vuoti, la tessitura muraria retrostante, che narra le vicende storiche dell’edificio, e le ampie sale del Museo che vi si affacciano. Ciò è espressamente voluto da Murelli per far dialogare i lavori di Calori con la sua opera attraverso il comune linguaggio della scultura: la materia, il lavoro e la forma.
Il Museo dell’Opera di Guido Calori, anche in questa occasione, ospita uno scultore al fine di portare a San Gemini nuove idee per promuovere l’interazione tra l’arte contemporanea e l’architettura storica degli antichi borghi dell’Umbria.
Michele Benucci
Conservatore del Museo dell’Opera di Guido Calori
Il primo appuntamento di Cantieri d’Arte ha visto la partecipazione di Santiago Cirugeda e Luca Stasi, dello studio spagnolo Recetas Urbanas. La conferenza-workshop ha puntato l’attenzione sui problemi di spazi per l’aggregazione e le attività culturali a Viterbo, con particolare riguardo al Cortile di Donna Olimpia, in via San Pietro, luogo totalmente dimenticato dalla politiche di tutela e valorizzazione. Due giorni di attività all’interno del cortile hanno portato i partecipanti a sperimentare l’approccio con l’autocostruzione di una seduta artistica, una sorta di platea autocostruita per la fruizione di spettacoli dal vivo. L’invito ad esprimere la propria creatività, stimolato da Cirugeda e Stasi, è un modo per restituire democraticità all’espressione artistica, aprendo il processo crativo e rendendolo collettivo. Santiago Cirugeda e Luca Stasi negli ultimi anni hanno sviluppato la ricerca sull’autocostruzione come strumento per sfuggire alle gabbie della pianificazione urbana e ricavare una dimensione autonoma all’interno del sistema urbano. E’ un significativo input sul percorso della partecipazione da avviare per ricostituire la città come territorio in cui le persone soddisfano i propri biSogni.