L’Associazione Universitaria Spatrimonio lavora alla realizzazione di numerose iniziative legate alla valorizzazione ed alla divulgazione del patrimonio storico-artistico del territorio dell’Alto Lazio, prioritariamente attraverso mostre, workshop ed eventi in cui l’arte contemporanea si lega a contesti non convenzionali. In questo senso va letta la realizzazione del progetto Cantieri d’Arte. Spatrimonio organizza anche seminari, conferenze e attività di approfondimento sulle tematiche relative ad arte, città e territorio, collaborando attivamente con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia.
Cantieri d’Arte è il nome di un progetto finalizzato al recupero in senso culturale, spirituale e formale di alcuni luoghi storici di Viterbo. Esso si prefigge di indagare la tematica del rapporto arte-città in luoghi non istituzionali attraverso l’arte contemporanea.
La manifestazione, la cui prima edizione si è svolta nel settembre del 2005, ha sviluppato il suo rapporto con la città circoscrivendolo limitatamente al quartiere medioevale di San Pellegrino.
L’anno successivo il progetto ha subito un ampliamento della portata del raggio d’azione del piano di lavoro, spostando l’attenzione dal singolo quartiere all’intero centro urbano, alla periferia al centro storico; dalla strada agli edifici abbandonati e in disuso, attraverso interventi site specific di artisti e architetti con l’intento di recuperare attivamente l’importanza, il valore storico e la memoria degli spazi stessi. Da qui il titolo Ridisegnare i luoghi comuni come possibilità di sviluppo e di interazione con la contemporaneità.
La terza edizione ha invece catalizzato la sua attenzione sui biSogni della città attraverso un approccio polisemantico che ha visto i Cantieri non più concepiti come singole stazioni all’interno di un unico percorso espositivo, ma come singole tappe – quattro – di un programma che si è svolto lungo l’arco dell’intero anno. Gli interventi degli artisti non sono stati più solamente di natura site specific ma conferenze, dibattiti, proiezioni video, installazioni atti a sottolineare le molteplici possibilità che risiedono nell’arte contemporanea e la complessità al suo approccio. In questo senso la città è stata letta come entità reticolare di spazi urbani concepiti come luoghi ove proiettare le aspirazioni di una comunità, i suoi sogni e le visioni individuali. La manifestazione si è conclusa con la presentazione del catalogo, La città dei biSogni edito da Gangemi, presso la sede del MAXXI (Museo delle Arti del XXI secolo) di Roma.
Quest’ultima edizione (Visioni Urbane Contemporanee) si propone, differentemente dalle precedenti, un’indagine sulla città di tutt’altra natura: la lettura e l’approccio teorici non saranno più di carattere storico – sociologico bensì di carattere più strettamente visivo-percettivo. Quindi non più la città legata alla sua storia, alla sua tradizione, al suo folklore, bensì la città nel suo carattere strutturale e nella sua dimensione attuale, contemporanea: pop. L’angolo privilegiato di osservazione è perciò quello volto alla capacità che la città ha di comunicare se stessa attraverso suggestioni non necessariamente realistico – mimetiche ma piuttosto rappresentative quando non anche utopico – visionarie.