L’Associazione Universitaria Spatrimonio lavora alla realizzazione di numerose iniziative legate alla valorizzazione ed alla divulgazione del patrimonio storico-artistico del territorio dell’Alto Lazio, prioritariamente attraverso mostre, workshop ed eventi in cui l’arte contemporanea si lega a contesti non convenzionali. In questo senso va letta la realizzazione del progetto Cantieri d’Arte. Spatrimonio organizza anche seminari, conferenze e attività di approfondimento sulle tematiche relative ad arte, città e territorio, collaborando attivamente con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia.
Cantieri d’Arte è il nome di una piattaforma di Arte Pubblica di ricerca attiva, sul campo, finalizzata al recupero in senso culturale, spirituale e formale di alcuni luoghi storici di Viterbo. Esso si prefigge di indagare la tematica del rapporto arte-città in luoghi non istituzionali attraverso l’arte contemporanea.
La manifestazione ha visto nel 2005 la sua prima edizione nei luoghi urbani del quartiere medioevale della città, gli artisti invitati (Mutsuo Hirano, Mario Ciccioli, Thomas Lange e Paul Wiedmer) hanno dato vita ad una esperienza evocativa e multiforme, in grado di integrarsi con la storia locale, amplificando il genius loci.
L’edizione 2006 si è contraddistinta per l’ampliamento della portata e del raggio d’azione del piano di lavoro: dal singolo quartiere all’intero centro urbano, dalla periferia al centro storico, dalla strada agli edifici abbandonati e in disuso, attraverso interventi site specific di artisti e architetti (0100101110101101.ORG, Abbominevole, Com.plot S.Y.S.tem, Ozmo, Franco Menicagli, Alex Pinna, Stalker, Paul Wiedmer) con l’intento di recuperare attivamente l’importanza, il valore storico e la memoria degli spazi stessi. Da qui il titolo Ridisegnare i luoghi comuni come possibilità di sviluppo e di interazione con la contemporaneità.
Tratto comune delle prime due edizioni la suddivisione del percorso in Cantieri, luoghi di sperimentazione in continuo fermento creativo capaci di rivitalizzare e alimentare il dibattito in una cittadina stretta tra le mura medievali ancora fortemente legata alla sua tradizione.
È proprio in quest’ultimo elemento che risiede la sfida che annualmente l’associazione Spatrimonio e i suoi curatori lanciano: creare un confronto dialettico con la storia e la tradizione per aprire un dibattito in grado porre domande che non cercano necessariamente risposte definitive ma una moltitudine di possibili interpretazioni.
La terza (2007) ha continuato ad indagare sulla tematica del rapporto arte-città e sulle possibilità dell’arte in luoghi non istituzionali ma con un approccio completamente differente dalle prime due edizioni.
I Cantieri sono stati concepiti non più singole stazioni all’interno di un unico percorso espositivo, bensì singole tappe – quattro, curate da quattro diversi curatori – di un programma che si è svolto lungo l’arco dell’intero anno; gli interventi degli artisti non sono stati più solamente di natura site specific ma conferenze, dibattiti, proiezioni video, installazioni atti a sottolineare le molteplici possibilità che risiedono nell’arte contemporanea e la complessità al suo approccio. In questo senso la città è stata letta come entità reticolare di spazi urbani concepiti come luoghi ove proiettare le aspirazioni di una comunità, i suoi sogni e le visioni individuali. Quindi, le trame territoriali articolate tra spazi comuni e ambiti privati, hanno potuto definirsi come ricettacoli del desiderio urbano in contrasto con la quotidianità e lontano dalla pianificazione della città. L’intervento dell’arte in questo senso ha raccolto e costruito utopie di vivibilità rimaste finora incolte e sospese nella velocità del dispiegarsi del ritmo quotidiano. I biSogni della città sono emersi da un approccio orizzontale al tessuto sociale, alle sue realtà, ed alle peculiarità ritenendo fondamentale l’approccio concertativo quale mezzo ideale per stimolare un dibattito aperto sull’arte contemporanea, inserendo l’arte nella quotidianità. La realizzazione di workshop o la contestualizzazione dell’intervento in spazi irrituali per l’arte sono stati peculiari in tal senso. Ogni evento, nella sua specificità formale, ha analizzato un aspetto diverso dell’argomento focalizzandolo da punti di vista, angolazioni e prospettive tra loro differenti.
L’edizione 2008 – Visioni Urbane Contemporanee – si è sviluppata attraverso due progetti principali: Interno China presso il chiostro del Museo Guido Calori di Sangemini a Terni, in cui grazie a un’intervento installativo l’artista Flavio Favelli ha creato interferenze nella visione e nella funzione quotidiana dello spazio storico circostante, e Spazi Manifesti, special project di Cantieri d’Arte negli spazi urbani di Viterbo.
Quest’ultimo, sviluppatosi a sua volta sulla scorta di altri due progetti – (sotto)passaggi e murati fuori! – ha posto l’accento sul tema urbano, nel particolare caso di Viterbo, analizzando il rapporto sul confine tra la città medievale all’interno delle mura perimetrali, e la città contemporanea che si affaccia all’esterno. Il primo intervento, presso il sottopassaggio pedonale di Piazza Crispi, vero punto di congiunzione tra interno ed esterno, è stato trasformato in una sorta di galleria urbana da parte di un giovane collettivo di artisti italiani: Laboratorio Saccardi; il secondo, diramatosi invece lungo l’anello perimetrale esterno alle mura (murati fuori!) ha visto la presenza di una serie di poster installati negli spazi che solitamente sono impiegati per le promozioni pubblicitarie. Questi ultimi due interventi sono stati realizzati in collaborazione con la Panta CZ, società di comunicazione e pubbliche relazioni di Viterbo.
Oltre alla partecipazione degli artisti selezionati e invitati dai curatori (Elena Arzuffi, Andrea Mastrovito, Andrea Salvino), uno degli spazi preposti è stato assegnato attraverso la diffusione del primo bando nazionale per giovani artisti under quaranta Spazi Manifesti.
Anche la quarta edizione si è conclusa con la pubblicazione di un catalogo più “ricco” del precedente edito da Gangemi editore.
Nel 2010 Cantieri d’Arte giunge alla sua quinta edizione. Il progetto, che intende collocare interventi d’arte contemporanea negli spazi urbani, ha finora coinvolto circa 40 artisti di carattere nazionale ed internazionale e realizzato workshop, installazioni, performance, pubblicazioni, conferenze ed ha, nel 2008 a conclusione della seconda edizione, organizzato un convegno presso il MAXXI – Museo delle Arti del XXI sec. di Roma dal titolo “La città dei biSogni”.
La V edizione risulta essere anche il momento conclusivo del primo lustro di progettazione di Cantieri d’Arte. Per questo è fondamentale chiudere l’ampia gamma di sperimentazioni realizzate e valorizzarle all’interno di una pubblicazione riassuntiva che sarà utile anche per diffondere e comunicare la storia di Cantieri d’Arte.
Nel suo quinquennale percorso Cantieri d’Arte ha cercato di indagare negli interstizi della memoria collettiva attraverso l’arte contemporanea sviluppando reazioni di antagonismo, dissenso, attacco ma anche attenzione, interesse, riflessione e collaborazione.
Fortemente connotata con la sua storia, il suo passato è stata la più grande fonte di interesse che la città di Viterbo abbia suscitato nei confronti degli artisti invitati a partecipare attraverso la produzione di opere ad hoc.
Come nel recente flim di Tarantino, “Bastardi senza gloria”, riletto, reinterpretato, ricampionato, il passato può essere ricostruito, forzandone i contorni, in forme e modi capaci di stravolgerlo fornendone una versione talvolta verosimile ma anche non necessariamente veritiera e attendibile.
La pubblicazione, una sorta di libro d'artista sulla possibilità di archiviare, scomporre e ricomporre la memoria, l'immaginario urbano, l'identità attraverso un lavoro di tessitura e manipolazione attuato a livello visivo o narrativo, è un’insieme di 12 diverse mini-storie affidate al linguaggio di alcuni degli artisti che in questi anni hanno passeggiato con noi lungo le strade del capoluogo della Tuscia lasciandone già una traccia indelebile nella memoria collettiva.
Una seconda parte della pubblicazione (apparati), riepilogherà, attraverso la realizzazione di schede tecniche ricche di informazioni, l’intera storia del progetto dalla prima alla quinta edizione.
Continuerà la fruttuosa collaborazione attiva con l’Università degli Studi della Tuscia, con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e in modo particolare con la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea (sono in corso di pubblicazione gli atti del convegno “Arte e memoria dell’Arte” in cui i curatori di Cantieri d’Arte sono stati invitati a partecipare) attraverso una serie di talk-conferenze.
Il progetto vedrà infine la realizzazione di un catalogo in cui oltre agli artisti invitati per quest’ultima edizione, verranno coinvolti quelli più significativi delle passate quattro ai quali verrà chiesto di realizzare lavori editoriali ad hoc. Il catalogo si configurerà come ulteriore opera d’arte. Sarà pubblicato e distribuito da Gangemi editore.
Il progetto è sostenuto dalla PaBAAC – Paesaggio Belle Arti Architettura e Arte Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal MAXXI-Museo delle Arti del XXI Secolo e realizzato in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi della Tuscia. Nel 2006 il progetto è stato presentato nell’ambito della Tavola rotonda Altre Visioni: Libertà, politica, territorio svoltasi il 13 Ottobre 2006 presso il Bookshop dell’Arsenale di Venezia inserita nel programma della X Biennale di Architettura di Venezia. Cantieri d’Arte è parte integrante del programma di master interfacoltà Edifici concettuali e architetture: i modelli di appresentazione della città immaginaria e della città reale (Accademia di Belle Arti di Brera, Facoltà di Architettura di Valle Giulia, La Sapienza, Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Viterbo). Il 6 Febbraio 2008 il catalogo di Cantieri d’Arte è stato presentato con una conferenza al MAXXI di Roma, alla presenza di storici dell’arte, artisti, critici e curatori. A Marzo Cantieri d’Arte ha partecipato con un proprio stand informativo a Vitarte - Mostra-mercato dell’arte contemporanea di Viterbo e con una conferenza di presentazione del catalogo.
Cantieri d’Arte nel biennio 2007-2008 è stato parte integrante della programmazione didattica del master interfacoltà Arte, Architettura e territorio. Nel 2008 il progetto Cantieri d’Arte è risultato finalista al Premio nazionale Cultura di Gestione bandito da Ferderculture.
Il progetto Cantieri d’Arte, dal 2008, coordina due tirocini formativi in convenzione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università della Tuscia.
PaBAAC – Paesaggio Belle Arti Architettura e Arte Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, MAXXI-Museo delle Arti del XXI Secolo, Università degli Studi della Tuscia, Comune di Viterbo, PantaCZ, Fondazione del Museo dell’Opera di Guido Calori San Gemini